Bartolomeo Schedoni, Elemosina di Sant'Elisabetta d'Ungheria,1610-1611, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
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Bartolomeo Schedoni, Elemosina di Sant'Elisabetta d'Ungheria,1610-1611, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
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dipinto
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II 10 ottobre 1611 Flaminio Giunti, guardarobiere di Ranuccio I, ricevette questo dipinti di Schedoni, insieme ad un piccolo San Sebastiano. Dalla Guardaroba del duca passò poi nella «Quarta camera detta della Cananea» del Palazzo del Giardino, dove venne esposto insieme ad altri tre dipinti di Schedoni. Pochi anni dopo fu scelto tra le opere che entrano a far parte della Galleria Ducale al Palazzo della Pilotta. Successivamente il dipinto viene menzionato da Tommaso Puccini nella sua visita del 1783 alla quadreria farnesiana di Capodimonte. Nel 1799, i commissari della Repubblica Francese sequestrarono il dipinto e lo trasferirono a Roma, in San Luigi dei Francesi, dove venne recuperato l'anno seguente, e assicurato nuovamente alle collezioni borboniche trasferite nel frattempo alla Galleria di Francavilla. Nel 1806 il dipinto venne trasferito a Palermo, dove rimase per tutto il decennio murattiano. Restaurato il governo borbonico, l'opera tornò a Napoli ed entrò a far parte stabilmente della raccolta reale.